STUDIO DI ARCHITETTURA

architetto Paolo Beretta

architetto Giacomo Tedeschi

GLI SPAZI

C'è una linea di continuità rintracciabile a posteriori dopo 25 anni di attività dello studio Antevico.

Fili conduttori riconoscibili nei progetti di tanti anni di lavoro pur nella loro eterogeneità: il nostro pensare e il metodo nell'affrontare ogni progetto indipendentemente dalla dimensione dalla scala e dal contesto di intervento, da un punto di vista formale segni ricorrenti che si ripetono nello spazio e nel tempo come a ricordarci chi siamo. E' insito nell'uomo come in qualunque altro animale lasciare camminando impronte simili, ma diverse

E ancora: l'unicità di ogni progetto inteso non come atto dimostrativo, ma come momento di sintesi nel rapporto progettista committente, nella specificità del contesto. Che si tratti del particolare di un mobile o di un elemento architettonico di un edificio, il rapporto con la propria idea prima, il progetto poi e infine l'oggetto realizzato esprime il percorso di una ricerca  condivisa.

Non è il progettista che attraverso il commttente realizza una bella opera, crea progetti portatori di efficienza e bellezza. E' il committente che attraverso l'architetto focalizza i proprio desideri, raggiunge gli obiettivi.

La storia ci insegna: grandi opere sono scaturitee dalla acuta visione di chi ha cercato la collaborazione di uomini artisti e tecnici in grado di interpretare i loro desideri e trasformarli in materia, spesso in opere d'arte.

Il nostro mestiere è da sempre luogo d'incontro tra scienza e umanesimo.

Mutamenti tecnologici e adeguamenti normativi introducono complessità nuove, richiesta di conoscenze specialistiche. Il luogo del progettare tende a scomporsi in una moltitudine di nicchie di competenze racchiuse in se stesse.

Lo studio Antevico si muove in grandi spazi, esili confini. Non cede alle lusinghe della specializzazione ma se ne serve come specifico contributo.

Fin dall'inizio la scelta naturale è stata quella di non negarsi niente, di affrontare ogni lavoro con l'impegno e la curiosità della prima volta.

Quella linea di continuità è la nostra storia, garanzia per noi stessi di una irrinunciabile visione ad ampio spettro. Ciò che ci permette di guardare avanti con rinnovata fiducia ed immutato entusiasmo.

Progettare è un atto di responsabilità; progettare è l'attività del presente che consente di trasformare l'incerto futuro nel dignitoso passato di domani.